Arvier anni ottanta
Storia di un diorama operativo in scala 1/87


La storia

Tra le principali finalità di un'associazione ferramatoriale vi è la promozione dell'aspetto modellistico volto a favorire l'incontro tra appassionati di tale settore tramite prove di modelli, scambi di idee ed opinioni e costruzione di plastici e diorami aventi come riferimento la realtà ferroviaria. Con queste premesse nel 1997 il GFV ( Gruppo Ferramatori Valdostano, ora A.M.F.V ) ha mosso i primi passi per la costruzione di un diorama operativo di medie dimensioni riproducente in esatta scala H0 ( 1/87 ) una stazione della linea ferroviaria Aosta - Prè Saint Didier.
La scelta ricade su Arvier, località intermedia e caratteristica dal punto di vista paesaggistico e ferroviario che, nonostante i lavori di ammodernamento della linea effettuati nel periodo compreso tra il 1991 ed il 1992, ha mantenuto il piano di stazione praticamente invariato rispetto all'originale. Per progettare il diorama il Gruppo è ricorso ad una attenta analisi della realtà tramite numerosi sopralluoghi e rilevamenti, con l'acquisizione di documenti, fotografie e schemi.
Le misurazioni effettuate in loco hanno permesso di ottenere un accurato progetto in scala H0 del piano di stazione e di tutti i fabbricati.
Per quanto riguarda la collocazione temporale si è scelto il periodo a partire dalla seconda metà del 1983, quando già erano in servizio le prime automotrici diesel Aln 663 serie 1000 ma erano ancora in circolazione le Aln 668 3100, le grandi ed eleganti Aln 990 3000 e le Aln 773, oltre ad una coppia di treni di materiale ordinario composti da carrozze di vecchio tipo, bagagliaio a due assi DI, locomotiva diesel D 345 e, nel periodo Autunno - Inverno, carro riscaldatore a vapore a carrelli Vrz 808 ( caldaia a carbone ) o VDrz 809 (caldaia a gasolio).
In questo contesto si possono ben inserire le anziane ma aggressive Aln 772 3200 OM, oltre a treni storici con trazione a vapore con locomotive dei gruppi 640, 740, 940 e 625 ( vedi le varie manifestazioni storico-rievocative "Aosta 77" ed "Aosta 86", oltre ai treni storici del periodo 1994-1998 ).
In tutto questo elenco di rotabili non possiamo poi escludere i treni lavori e diserbanti con locomotive D 345, o spazzaneve con il carro Vnx 806 215 della Rimessa Locomotive di Aosta spinto da una D 345.

La costruzione

Il diorama operativo di Arvier misura complessivamente 4,60 metri di lunghezza e 1,80 metri di larghezza.
La struttura è modulare ( vedi schema, pannelli A, B,C ) per consentire spostamenti o scomposizioni per manutenzione e trasporto.
I pannelli sono composti da un piano di supporto dei binari, compensato da 20 mm di spessore, sorretto da un intelaiatura di listelli di legno anche essi da 20 mm di spessore in grado di assicurare robustezza e rigidità; tutto il diorama è poi montato su cavalletti metallici amovibili. Dopo aver realizzato l'ossatura si è passati poi alla corretta posa dei binari: Arvier, punto di incrocio su linea a binario unico, dispone di due binari di incrocio e corsa più due binari tronchi a servizio del magazzino merci.
Nella parte posteriore del diorama, nascosta dal fondale, è situata una media stazione fantasma caratterizzata da sei binari di incrocio di lunghezza variabile per i convogli circolanti sull'impianto.
L'armamento è composto da binari flessibili con scambi motorizzati sottoplancia; in totale sono stati utilizzati 14 scambi tradizionali, uno scambio inglese e circa venti metri di binario e la curva più stretta ha un raggio di 529 mm.
Tutto è posato, tranne che per la stazione fantasma, su basi di sughero presagomato e ricoperte di pietrisco molto fine fissato con collante vinilico opportunamente diluito in acqua; ad essicazione ultimata sono stati eseguiti i necessari ritocchi e poi sporcato il tutto con color ruggine e terra bruciata opachi sia con pennello che con aerografo, aumentando ulteriormente il realismo di tutto l'armamento.

Il paesaggio e gli edifici

Il paesaggio è stato autocostruito con una grande dose di impegno e pazienza; l'ossatura è in legno su cui sono stati fissati elementi di polistirolo ad alta densità opportunamente sagomati, su cui è stata poi distesa una miscela di gesso e collante vinilico quale base per la vegetazione.
Prima dell'applicazione di quest'ultima si è provveduto a colorare il fondo in varie tonalità di verde e marrone .
Il materiale vegetativo è di produzione commerciale di qualità particolarmente pregiata ed ottimo per le realistiche pezzature dei fiocchi e delle varie tonalità di colore, molto naturali, distesi direttamente sulle basi precedentemente descritte e su arbusti naturali utilizzati per riprodurre piante di piccole e medie dimensioni.
Per i tappeti erbosi sono stati utilizzati vari tipi di fibre incollati direttamente alla base con collante vinilico.
Il torrente in secca ed alcuni terreni sono stati realizzati con sabbia di varia pezzatura, mentre le rocce sono costituite da corteccia opportunamente lavorata e sagomata, o da pezzi di vera pietra.
Le strade asfaltate sono eseguite su una base in legno opportunamente stuccata e successivamente rifinita, colorata ed invecchiata.
Per i portali delle due gallerie ed il sottopasso è stata realizzata una base costruttiva in legno adeguatamente sagomato ricoperto successivamente con la riproduzione in resina bi-componente delle pietre, "stampate" attraverso appositi calchi in gesso appositamente autocostruiti; il tutto è stato poi colorato ed accuratamente invecchiato.
Le volte interne delle gallerie sono invece state riprodotte con corteccia di abete sagomata secondo il profilo della galleria, fissate ai rispettivi portali, stuccate e successivamente verniciate.
Gli edifici di stazione, il fabbricato viaggiatori, i gabinetti ed il magazzino merci, sono stati completamente autocostruiti, secondo un progetto basato su disegni e schemi originali degli edifici reali; la struttura portante di ogni singolo edificio è in legno da 3 mm di spessore su cui sono state praticate apposite aperture in corrispondenza di porte e finestre e su cui è stato poi applicato uno strato di un impasto a base di gesso e collante vinilico, valida base per ricavare la riproduzione delle pietre murarie.
Le pietre sono ricavate tramite intaglio ed incisione ( una ad' una ) dell' "impasto gessoso" , ad essiccazione conclusa, e poi successivamente verniciato con colori acrilici di varie tonalità secondo campionature eseguite in loco e successivamente invecchiato.
Autocostruiti sono anche tutti i vari serramenti ed elementi decorativi vari al vero in legno, e qui riprodotti principalmente con listelli di noce di varie dimensioni, reperibili presso negozi di modellismo navale; con la stessa tecnica è stata riprodotta tutta l'ossatura dei vari tetti , la cui tradizionale copertura in pietra è stata realizzata con elementi di cartoncino accuratamente sagomati uno ad' uno.
I restanti particolari ( fra i più evidenti ) quali la piccola teleferica per il trasporto di materiali, i macachi per gli scambi, i lampioni, le ringhiere, reti di protezione, i marciapiedi di stazione ed i paraurti sono anche essi autocostruiti, sempre sulla base di una adeguata documentazione.
Il diorama, dal punto di vista operativo, è alimentato elettricamente da un unico alimentatore/trasformatore e la marcia dei convogli è regolata da un apposito impianto elettronico che "comanda" attraverso dei "reed" e magneti disposti nella parte inferiore del materiale motore, scambi e treni.

 


Il diorama, idealmente "diviso" da un fondale opportunamente decorato con appositi prodotti commerciali, è stato presentato al pubblico per la prima volta dal 1° all'8 Dicembre 1998 in occasione della rassegna di modellismo ferroviario "La ferrovia tra realtà e modellismo" tenutasi ad Aosta presso la centralissima sala espositiva di San Lorenzo, riuscendo a sostenere molte ore di attività continua, nonostante alcuni problemi relativi al controllo del traffico, successivamente risolti con un ulteriore perfezionamento del relativo circuito elettronico.
Nei giorni 28, 29 e 30 Settembre 2001 il diorama è stato esposto, con alcune modifiche e miglioramenti, all'Hobby Model Expo 2001 di Novegro (Milano), ottenendo un grandioso successo come peraltro già avvenuto in Francia, a Pontarlier, in occasione della nostra partecipazione in rappresentanza dell'Italia al grande expo modellistico europeo "Esperail 2000" del Giugno 2000.
Per Novegro 2001 è stata ricostruita tutta la parte del diorama compresa tra il fondale, completamente rinnovato ed ora dipinto dal nostro socio-artista Alberto Faccini, ed il piazzale di stazione, con l'esatta e splendida riproduzione dei principali edifici rigorosamente in scala e completamente autocostruiti, la realizzazione della strada statale n° 26 ( riprodotta con le caratteristiche "colonne" di TIR e veicoli pesanti che la trafficavano prima dell'apertura della autostrada del Monte Bianco ), del paesaggio nella parte lato Aosta del diorama (con tanto di taglialegna all'opera) e con una migliorata e più raffinata riproduzione del restante paesaggio e vegetazione, conferendo a tutto l'insieme un grandissimo equilibrio fra tutto quello che è "ferrovia" ed il paesaggio circostante.
Sempre per la medesima occasione sono state apportate migliorie anche all'impianto elettrico, per rendere più semplice ed affidabile la gestione dell'intero impianto, con la circolazione a controllo manuale o automatico di tre coppie di treni. Ricordiamo che per l'"Hobby Model Expo 2001" l'esercizio era impostato su tre coppie di treni ognuna collocata in un'epoca ben precisa, cioè anni 70, anni 80 ed attuale, con treni di materiale ordinario con locomotive diesel D 341 2° serie e D 345 e carri riscaldatori più carrozze di vecchio tipo, oltre a svariate serie di automotrici quali Aln 772, 773, 668 3100 e 663, queste ultime sia in livrea d'origine che XMPR.
Ricordiamo inoltre una cifra importante relativa al plastico di Arvier: più di 3000 ore di lavoro !
Un esempio magnificamente riuscito di modellismo ispirato alla realtà. E non certo perché lo diciamo noi, ma dovuto all'altissimo gradimento dimostrato dal pubblico, appassionati e non, che si è soffermato ad ammirare, fotografare e filmare il nostro impianto manifestando apprezzamento con lodi e complimenti, soprattutto dopo aver capito il nostro concetto di lavoro fondamentale: la stazione di Arvier dalla realtà al modellismo esattamente in scala H0.